Staffette letterarie #2

Dopo un po’, sagome di vapore, padre e figlia si confondono tra la folla che inonda le Ramblas, i loro passi perduti per sempre nel labirinto degli spiriti.*

Ramblas. Vita. Morte. Oblio. Ritorno al nulla.
Gli spiriti. I fiori. Del bene. Del male.

Aspetto che qualcuno ci indichi la via d’uscita.
Aspetto che qualcuno ci liberi da questo labirinto.
Aspetto che qualcuno ci salvi dagli untori della morte.

Questa Attesa sta diventando l’antibiotico dei cretini.

I cretini siamo noi che
continuiamo a confondere,
continuiamo a soccombere,
continuiamo a perderci
in questo dedalo di
scuse,
speranze,
stronzate.

Sono tutte stronzate moltiplicate per tutte le colpe che la storia sta restituendo al suo mittente.
Matematica applicata alla storia. Logiche diaboliche che si ripetono. E’ forse questa l’Apocalisse?

Se i libri parlassero non ci sarebbero tanti sordi in giro.**

Faremo la stessa fine di Valls.
Marciremo nella gattabuia del terrore.

Siamo abituati alle guerre in case altrui.
Siamo a un passo dall’estinzione del raziocinio.
Siamo una cultura in via di decomposizione in balia di boia ambulanti che orchestrano la morte con la stessa precisione di un orologiaio svizzero.

Loro padroneggiano le connessioni meglio delle armi.
Loro padroneggiano il nostro spirito cosmopolita.
Loro padroneggiano le nostre distrazioni.

(…) Io voglio regnare sulla tua giovinezza e la tua vita con il terrore.***

Forse non potremo più dire chi siamo.
Forse non potremo più portare a spasso le nostre vite per il mondo.
Forse non potremo più godere di un cimitero dove piangere i nostri cari defunti e riposare ab eterno.

Avrei voluto scrivere di Alicia, Fermín, Daniel, Bea, Julián, Vargas, Mercedes, Ariadna…
Avrei dovuto rendere giustizia alla loro Storia.
Avrei preferito perdermi  nel loro Labirinto. Un’altra volta, ancora.

Il condizionale è un tempo verbale meschino e bastardo.

Ne facciamo incetta per relegare il presente in un futuro a tempo indeterminato.

Nel mentre la Nostra Storia accade.
Nel mentre ciò che era straordinario sta diventando mostruosamente ordinario.
Nel mentre moriamo un po’ anche noi ogni volta che l’Isis instilla il suo veleno nel labirinto di una vita umana.

(…) queste maledizioni e bestemmie, questi lamenti, queste estasi, e gridi e pianti, questi Te Deum sono un’eco ripetuta da mille labirinti.****

*Carlos Ruiz Zafòn, Il labirinto degli spiriti, 2017
** Ibid.
*** Charles Baudelaire, Lo spettro in I fiori del male, 1857 (Ed. Grandi Classici, 2016)
**** Id., I fari, Ibid.