Requiem per gli amanti della torre

              A te devo la parte del cielo che ho avuto nella vita *

Gli amanti della torre indossano un cuore così bianco**
da intimorire la luce del giorno.
Sfidano il cielo e custodiscono il loro amore
nel punto più alto della torre.

Rifulgono di sogni propri
tanto da accecare chi gli passa a fianco.
Sono turgidi di eros e ignorano l’invidia delle Parche
che aleggiano sopra la loro torre.

Giorno d’ira, quel giorno
distruggerà la torre nel fuoco*** (…)

Gli amanti della torre si abbracciano disperati
mentre affogano tra le onde infuocate di thanatos.
Sono a un passo dall’addio e si aggrappano
ai loro sguardi per giurarsi amore un’ultima volta.

Ora riposano nel sacrario dei cuori giovani,
accanto agli amanti di Pompei.
Sono nuvole bianche che fluttuano nella sfera celeste,
vegliate dall’amore degli dèi.****

 

*Parole tratte da una lettera di Auguste Rodin a Camille Claudel contenuta in E. Del Drago, C’eravamo tanto amati: le coppie nell’arte del Novecento, 2014.

** J. Marías, Corazón tan blanco (Un cuore così bianco), 1992.

*** Il passo è ripreso dalla sequenza del Dies irae ( Il giorno dell’ira)- Requiem. La parola “mondo” è stata sostituita con “torre”.

**** (…) muoiono giovani quelli che sono amati dagli dèi (…) in M. Yourcenar, Memorie di Adriano, 1951.